Tifosi e la scelta obbligata di un sistema che se ne frega della passione
Sono giorni, settimane che non si parla altro che di tifosi delusi e amareggiati per gli orari e la programmazione delle gare settimanali della Lega Pro.
E’ inutile lamentarsi o cercare di girare intorno al problema, il calcio è cambiato e con se anche le regole e le abitudini che tutti noi avevamo.
Intanto è doveroso, importantissimo, dire che da quest’anno le società ospitanti non divideranno più gli incassi con la società ospitata. Una cosa all’apparenza di poco conto, ma che in realtà si trasforma in una specie di distacco tra società e tifosi.
Se fino alla scorsa stagione le società avevano tutto l’interesse di portarsi al seguito i tifosi nelle trasferte, adesso, visto le nuove disposizioni, i supporters che seguono la propria squadra del cuore diventano addirittura un problema da gestire, una noia in più.
Sapete benissimo che in caso di tafferugli, fumogeni, cori raziali ed altro, sarà la società a pagarne le conseguenze e se fino alla scorsa stagione il risvolto della medaglia era il 50 per cento dell’incasso, levate le spese, di ogni gara giocata in trasferta, da questa stagione gli incassi vanno solo ed esclusivamente alla squadra di casa.
Ed ecco che arriviamo al nocciolo della situazione. Le società non sono più interessate ad invogliare, incitare i tifosi a seguire la squadra in trasferta, visto che alla fine dei giochi potrebbe risultare anche dannoso per le stesse.
Si punta, invece, ad invogliare la gente a seguire le gare interne, fermo restando che dopo l’ingresso della piattaforma televisiva anche in Lega Pro le società avranno introiti fino ad oggi inimmaginabili.
Le cifre non sono di poco conto, si parla di circa 300 mila euro a stagione per ogni squadra dal prossimo anno, mentre per quest’anno le somme saranno all’incirca intorno ai 30 mila euro . Ed ecco giustificate le mancate lamentele da parte delle società stesse per un campionato spalmato in orari e giornate che diventano impossibili da conciliare da qualsiasi tifoso.
Va da se che la sottoscrizione degli abbonamenti non rispecchi i numeri reali di una piazza. Quando si giocano gare di venerdì, di sabato, di domenica e di lunedì e con gli orari più strampalati diventa difficile e sconveniente sottoscrivere un abbonamento.
Sottoscrivere un abbonamento non deve per forza significare un credo verso la propria squadra del cuore, ma una forma di risparmio decisa e calcolata dal tifoso che ha intenzione di seguire tutte le gare casalinghe della stagione.
E’ evidente che per chi conduce una vita normale, lavorativamente parlando, conciliare date ed orari sempre diversi diventa un rebus, un limite. Limite che porta gli stessi tifosi alla decisione finale di non sottoscrivere alcun abbonamento, tenendo in considerazione il fatto che molte delle gare casalinghe in programma non concilieranno con il proprio tempo libero a disposizione.
Cosa volete che vi dica? da tifoso posso affermare senza dubbio che questo è un Mondo che non mi appartiene più. L’ultimo colpo lo accusai dopo l’introduzione del calcio scommesse stile Inghilterra. “Male non fare paura non avere” dicevano i vecchi saggi di un tempo, ma in paese come il nostro l’introduzione di un sistema di scommesse legato alle partite è stato, a mio modesto parere, il colpo di grazia sulla credibilità dei nostri campionati.
Queste non sono considerazioni fantasmagoriche, ma opportunità ulteriori per chi ha necessità economiche di stravolgere un risultato, un campionato.
E’ inutile entrare troppo nei dettagli, chi è appassionato di calcio come me sa bene a cosa mi riferisco e gli esempi in negativo, dopo l’introduzione del calcioscommesse. non mancano di certo.
Ricapitolando: calcio spezzatino per favorire le dirette televisive che generano introiti alle società, incassi non più divisi con le squadre ospitanti, calcio scommesse e per finire l’insulsa tessera del tifoso, hanno trasformato completamente un sistema, un Mondo, in cui, ormai, nessuno si riconosce più.
Ricordate come in passato le stesse società incitavano ed a volte aiutavano anche economicamente i tifosi a seguire la squadra in trasferta?
Certo, il ritorno era garantito, perché oltre all’incitamento alla squadra gli incassi venivano divisi tra le due squadre, mentre adesso nessuna società si preoccuperà più di portare i propri tifosi al seguito, non ci sono più guadagni, ma solo rischi. Bella roba !!!!
Infine mi pare doveroso ringraziare di cuore chi ha voluto fortemente questi cambiamenti, ovvero il Sig. Macalli e tutta la sua Lega Pro, un mix di personaggi incredibili e politica, dove vince sempre chi sta più vicino al fuoco e dunque si scalda…
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TUTTO QUESTO FA VENIRE LA NAUSEA…..BASTA CON QUESTO TIPO DI CALCIO NON LO VOGLIAMO …..BOICOTTIAMO GLI STADI,,,,,,,,,,