Situazione sempre più difficile a Pavia
Il futuro del Pavia e’ sempre in bilico. Di recente, la società è passata ad Alessandro Nuccilli, imprenditore romano che ha rilevato la società con un investimento minimo.
Nucilli, ha rilascito ieri una lunga intervista al quotidiano il Corriere della Sera, edizione Milano, dove ha sottolineato il suo impegno per salvare il salvabile : “Io ci credo e, stavolta, chi mi ha criticato dovrà scusarsi. Se poi la Covisoc decidera’ che i debiti sono troppi e la vuole fare fallire, mi farò ridare quello che ho tirato fuori e, se non me lo ridanno, partiranno le denunce.
Sono una persona onesta, non ho mai rubato. Foligno? Non è andata bene ( ride ), forse non faranno l’iscrizione. Vede, ci sono gli imprenditori e i prenditori, io da imprenditore in serie D non vado a buttare 6-700 mila euro. Mi hanno messo in mezzo.
Non ho fatto la due diligence, mi sono fidato di un amico che mi ha detto ‘vai tranquillo’. In Lega pro è diverso, potrò avere un ritorno. I miei consulenti sono al lavoro, faranno un piano di rientro con tutti.
Ma per iscriversi bisogna presentare la fideiussione di 350 mila euro e pagare gli stipendi (circa 700 mila, ndr). Altre squadre? A Parma ho rinunciato perché c’erano troppi debiti.
A Monza ero arrivato perché al presidente serviva una mano, ma pure lì i debiti sono aumentati e la società è fallita.
A Varese Laurenza mi aveva parlato di debiti per un milione e invece erano 15. A Grosseto sono andato, ero lì col sindaco, e Camilli non si è presentato. Vengo a Pavia e darò uno schiaffo morale. Perché già sento dire “vanno via i cinesi e arrivano i mafiosi romani”. Mi fa male, ma mi arrivano anche molti messaggi di ringraziamento perché la squadra non è morta. Starò fino a venerdì per vedere delle cose grosse, poi i giocatori. Prenderanno tutti quanto è loro dovuto. Quello che è sicuro è che il 24 luglio ce ne andiamo in ritiro a Trento”.
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