Scoppia un nuovo scandalo sul calcioscommesse. Coinvolte anche squadre del girone B di Lega Pro

Tra i fermati per l’operazione “Dirty Soccer” – come riporta il sito Panorama.it, anche Ercole Di Nicola, direttore sportivo de L’Aquila
Ancora uno scandalo, ancora notizie veramente sconcertanti che arrivano dalla stampa nazionale riguardo la nuova inchiesta sul calcioscommesse in Lega Pro e in serie D.
Praticamente tutte le squadre calabresi del calcio professionistico (Crotone in serie B, Catanzaro e Vigor Lamezia in Lega Pro) sono coinvolte nel nuovo scandalo esploso questa mattina.
L’operazione della Polizia di Stato, denominata “Dirty Soccer”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha già portato a una cinquantina di fermi, tra calciatori, dirigenti e presidenti di club.
Arresti e perquisizioni in 21 provincie italiane, tra Calabria, Campania, Puglia, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Toscana, Liguria, Veneto e Lombardia, il capo d’accusa è associazione a delinquere, frode in competizione sportiva e truffa, a cui si aggiunge l’aggravante mafiosa.
Le indagini hanno accertata l’esistenza di due diverse associazioni criminali in grado di alterare i risultati degli incontri di Lega Pro e Serie D. Una italiana, con il coinvolgimento di un presunto appartenente alla cosca Iannazzo, potente clan della ‘Ndrangheta operante nella provincia di Lamezia Terme.
Un’altra dove figurano anche soggetti stranieri.
Il magistrato Lombardo ha evidenziato che alcune delle persone straniere destinatarie del fermo sono riuscite a sfuggire all’arresto:
“Si tratta di tre serbi e due maltesi – ha affermato – che si trovano all’estero”.
Tra le persone fermate c’è invece un cittadino albanese accusato anche di sequestro di persona.
“Quando, infatti, le partite non finivano con il risultato concordato – ha spiegato Lombardo – scoppiavano grosse liti tra finanziatori e dirigenti delle società. Una di queste è finita proprio con il sequestro di un manager”.
Decine le partite con combine, almeno 30 le squadre coinvolte: Ascoli, Akragas, Pro Patria, Barletta, Benevento, Brindisi, Crotone, Catanzaro, L’Aquila, Lupa Roma, Juve Stabia, Neapolis Mugnano, Torres, Tuttocuoio, Vigor Lamezia, Santarcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Salernitana, San Severo e l’Hinterreggio.
Il Campionato Dilettanti, sempre secondo secondo l’ipotesi del sostituto procuratore Elio Romano, sarebbe stato pilotato da una “cupola” che avrebbe deciso i risultati delle gare, al fine di far vincere la competizione al Neapolis (società campana) e di realizzare vincite con le scommesse sportive. Il tutto all’ombra della cosca Iannazzo di Lamezia Terme.
In particolare sarebbero stati Pietro Iannazzo, Mario Moxedano e Antonio Cipparone i promotori e organizzatori del “cartello” che avrebbe stabilito a tavolino l’esito delle gare della Serie D.
Moxedano e Cipparone sono, rispettivamente, presidente e direttore sportivo del Neapolis, mentre Iannazzo è consulente di mercato e componente della gestione tecnica del club campano.
L’inchiesta – oltre mille pagine – ha preso il via dalle intercettazioni di Pietro Iannazzo, elemento di vertice della ‘ndrangheta di Lamezia Terme, considerata dagli inquirenti una cosca “d’elite della mafia imprenditrice”.
I poliziotti del Servizio centrale operativo e della squadra mobile di Catanzaro stanno operando nelle province di Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria, Bari, Napoli, Milano, Salerno, Avellino, Benevento, L’Aquila, Ascoli Piceno, Monza, Vicenza, Rimini, Forlì, Ravenna, Cesena, Livorno, Pisa, Genova e Savona.
Nel mirino, solo in Lega Pro, almeno una trentina di partite dell’ultima stagione 2014-2015, alcune anche molto recenti.
Tra gli arrestati ci sono diverse conoscenze del calcio toscano. Gianni Califano, 44 anni, ex centravanti del Prato, l’attaccante Marco Guidone, classe 1986, uno dei quattro giocatori del Sant’Arcangelo arrestati, Adolfo Gerolino, difensore 25enne della Pro Patria, ha disputato un campionato nel Borgo a Buggiano e uno nel Gavorrano, il 29enne portiere della Pro Patria, Vincenzo Melillo, cresciuto nelle giovanili dell’Empoli ed ha giocato per una stagione nel Poggibonsi e quella successiva nel Castelnuovo Garfagnana. L’allenatore Marco Tosi, che ha guidato il Poggibonsi nella stagione 2013-14.
Tra gli indagati il personaggio più noto è sicuramente Arturo Di Napoli, ex attaccante dell’Empoli (e anche di Napoli, Inter e Messina). Il difensore fiorentino Mirko Garaffoni, 39 anni, ha alle spalle una lunghissima carriera svolta perlopiù in Toscana: Impruneta, Rondinella, Montevarchi, Grosseto, Massese e Borgo a Buggiano.
Indagato anche l’attuale centrocampista del Tuttocuoio Abdoulaye Balde e l’ex centrocampista della Lucchese 98-99 Domenico Giampà.
Sono indagati anche l’agente Fifa pontederese Eugenio Ascari e il procuratore Andrea Bagnoli.
Di seguito la lista dei nomi degli arrestati:
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