Ripescaggi in Lega Pro. La Reggina mette le mani avanti: “Non possiamo essere esclusi, siamo una nuova societa’”
In attesa di sapere quali saranno le squadre ripescate in Lega Pro, stanno girando in rete notizie che vederebbe la Reggina eslcusa da un eventuale ripescaggio a causa dei numerosi punti di penalizzazioni subiti per i mancati pagamenti degli emolumenti ai propri tesserati.
E’ assolutamente falso sostenere che la società ha subito numerosi punti di penalizzazione per mancati pagamenti degli emolumenti ai propri tesserati -fanno saper da Reggio Calabria – Tutto il discorso legato agli emolumenti è legato ad un’altra società, quella che fu del presidente Lillo Foti, fallita da diverso tempo. Adesso La Reggina si presenta con una nuova società, con un nuovo nome “Urbs Reggina”, un nuovo presidente Mimmo Praticò e tutte le carte perfettamente in regola per essere ripescata.
A tal proposito, e’ stata la stessa societa’ calabrese a ribadire che l’attuale Reggina ha tutte le carte in regola. Lo ha fatto attraverso un comunicato stampa che riportiamo di seguito:
“I giorni precedenti alle decisioni del Consiglio Federale sui ripescaggi nel campionato di Lega Pro sono spesso contraddistinti da una ridda di voci e interpretazioni dei criteri fissati dalla FIGC, allo scopo di individuare, in anticipo, quali siano i club beneficiari del provvedimento di integrazione della vacanza di organico.
Questa stagione, qualcuno ha sostenuto che la Reggina 1914 del Presidente Praticò non sarebbe ripescabile, sollevando, dunque, perplessità sulle dichiarazioni rilasciate dal Presidente della Lega Pro che aveva indicato il club amaranto tra le potenziali ammesse nei professionisti.
La ragione della preclusione al ripescaggio deriverebbe dal fatto che la compagine presieduta da Mimmo Praticò avrebbe ‘ereditato’ il titolo sportivo della Reggina Calcio 1986, che ha ricevuto sanzioni disciplinari, nell’ultima stagione, per illecito amministrativo.
Inoltre, il Comunicato che disciplina le procedure di ripescaggio (428/A del 7 giugno 2016) preclude l’ammissione alla categoria superiore ai club a cui ‘è stato attribuito nelle stagioni sportive 2013/2014, 2014/2015, 2015/2016, il titolo sportivo ai sensi dell’art. 52, comma 3, delle NOIF’.
Tuttavia, le predette preclusioni non sono applicabili alla Reggina 1914, in quanto la stessa non costituisce una ‘prosecuzione’ della Reggina Calcio 1986, trattandosi di soggetto assolutamente differente, privo di qualsiasi tratto comune.
In proposito, l’art. 52, comma 3, NOIF riguarda i club che, dopo aver rilevato l’azienda sportiva del club fallito in sede di asta fallimentare, hanno proseguito l’attività dalla medesima categoria cui aveva titolo a partecipare il sodalizio cui è stata revocata l’affiliazione (es. Ascoli, Pescara, Lanciano, Bari), accollandosi i debiti sportivi.
Nel caso della Reggina 1914, invece, nella stagione 2015/2016 il club di Praticò ha militato nel campionato di Serie D (mentre la Reggina Calcio 1986 era stata esclusa dal campionato di Lega Pro) in forza della procedura prevista dall’art. 52, comma 10 NOIF, senza intrattenere, illo tempore, alcun rapporto con il Fallimento Reggina Calcio 1986 Spa e versando alla FIGC un contributo straordinario di € 300.000,00.
Tale ultima procedura (che è completamente diversa da quella dell’art. 52, comma 3, NOIF) non prevede alcuna preclusione, per chi ne beneficia, rispetto alla partecipazione alle procedure di ripescaggio.
Pertanto, sussistendo i requisiti economico-finanziari, infrastrutturali e organizzativi richiesti dalla FIGC, la Reggina 1914 ha pieno titolo per essere ammessa alla graduatoria dei ripescaggi in Lega Pro”.
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