Mingazzini:”Grande Lucchese, tutta cuore e grinta. Una vittoria meritata”
Anche Mingazzini interviene in sala stampa e elogia pubblicamente l’operato del tecnico e della squadra:
“Una grande Lucchese, grintosa e sempre presente per gli interi novanta minuti.
Sono contento anche per il gol, io non sono uno che segna spesso, preferisco far segnare i miei compagni, il gol non fa parte del mio dna.
Ogni tanto ci riesco e sono soddisfatto perché dopo il vantaggio la squadra si è espressa al meglio, contenendo bene gli avversari. Il gol lo dedico a mio fratello che vive in Australia”.
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Prendiamoci i nostri tre punti e teniamoceli stretti. Non sarei però così soddisfatto se vogliamo analizzare la prestazione. E’ la terza partita di fila che il filo del gioco è stato smarrito. Si è sempre in balia degli avversari. Anche il mister sta toppando scerte scelte di formazione. Sabato ci ha messo quasi 40 minuti per capire che Calcagni ha sinistra proprio non sa giocare. Era in evidente imbarazzo con la palla al piede, non riusciva a trovare la posizione giusta.Dopo che lo ha spostato a destra le cose sono migliorate. Diciamo che mi pare cervellotica pure la scelta che per sostituire un giocatore (Nolè) si sia voluto spostarne di ruolo tre con buona pace per gli automatismi.Non dobbiamo dimenticare che ci aspettano prove con squadre toste (L’Aquila, Ascoli, Teramo, Pisa, Reggiana). Che il campionato è un continuo ribollire con prestazioni a sorpresa di tutte le squadre e che certamente le soglie di salvezza si sono alzate.
Bravissimo Mingazzini; complimenti!!!
Cari amici non ci voleva tanto per capire che il modulo giusto per questa squadra e’ questo di oggi con una sola punta in avanti che anche oggi ha sparato a salve supportata pero’ da quello che a mio modesto avviso e’ il giocatore più forte che ha la squadra in rosa non a caso il miglior marcatore.ora mi auguro che il mister non stravolga nuovamente
Ben detto Marco.
Ma a volte le cose semplici son difficili da capire.
Per esempio in giornate come ieri con poco più di 1000 persone allo stadio si potrebbe comodamente aprire la sola tribuna, così staremmo tutti insieme e verrebbe fuori anche più tifo.
Mio caro,col calcio di oggi (tessera tifoso, biglietto nominativo e numerato certe cose di buona intelligenza penso proprio che non siano possibili. Comunque sia noi spettatori siamo la cosa ultima per importanza per il calcio. Viene fatto di tutto per scoraggiarci. In trasferta poi oramai non va quasi più nessuno, anche in luoghi vicini.
Ma è proprio per quanto dici caro Livio che certe iniziative della società – tipo il carnet e il biglietto omaggio per S.Valentino – son destinate a fallire.
Per ricreare entusiasmo bisognerebbe andare a prendere i tifosi nel senso letterale del termine, organizzando pullman nella piana che gli convoglino allo stadio,
regalando biglietti nelle scolaresche e negli esercizi pubblici convenzionati,
insomma creando un tourbillon di iniziative che vada oltre la schiera purtroppo sempre più ristretta dei malati come noi
Vecchio,hai ragione.Purtroppo la piazza non riponde perchè non ama la società.E occorrerà almeno un anno per elaborare il lutto di Pagliuca e dintorni.Indipendentemente dalle buone cose che il duo Galderisi-Galli sarà in grado di fare di qui a maggio.Bacci si avvia a diventare socio totalitario e non mi pare che in cima ai suoi pensieri ci sia quello che tu immagini.Anzi,chi ha occasione di guardare in tv la conferenza stampa post partita vede un signore costantemente ingrifato contro il mondo, il sistema calcio e il Comune di Lucca (forse anche giustamente) ,ma dimentico che il calcio è un fatto sociale e che lo stadio non è un fortino nel quale asserragliarsi con le bollette in mano.Ci vuole un’operazione simpatia che nessuno li’ dentro è in grado di sostenere.
Intanto il Perpignano che era in gara con Bacci per comprare la società ha abbandonato il Barletta. Come diceva la moglie di Pipino il breve, chi si contenta gode. Bacci non è un mostro di simpatia ma ha dimostrato di impegnarsi per far bene. Chissà ora come saremmo messi in classifica se fossimo partiti con questa squadra e questo allenatore all’inizio del campionato . Al di là delle iniziative lodevoli, per me ci vogliono sempre e solo i risultati per far venire la gente allo stadio.
Concordo pienamente con Umberto: nel nostro caso, dopo due fallimenti in tre anni, solo i risultati positivi della squadra possono far ripopolare gli spalti. Va detto tuttavia che da 3 mesi i risultati ci sono: 1 sola sconfitta in 12 partite è tanta roba!
appunto.
Come dice Gibbo i risultati ci sono (casomai per completare il ragionamento di Umberto da chiedersi chi fosse il presidente ad inizio anno…)
ma nel calcio attuale lo spettatore va stanato con ogni tipo di iniziativa.
Non si capisce perché si dibatte molto del nome da dare allo stadio ma quasi nessuno si preoccupa del fatto che sia vuoto.
Intanto cominciamo a copiare l’iniziativa di Lotito e portiamo una pantera allo stadio.
Del nome dello stadio si dibatte troppo, è vero, e questo è dovuto solo al cancro che affligge tutti gli stadi, ovvero la politica nelle curve; i curvaioli che sabato hanno esposto lo striscione popolano lo stadio solo per fini politici: se fosse stato proposto di intitolare lo stadio a qualsiasi altro personaggio che non fosse stato Erbstein, non sarebbe nata alcuna polemica ed anzi, se fosse stato proposto di intitolarlo a Benito Mussolini, gli ultras sarebbero stati contenti matti.
Pensiamo tutti al bene della Lucchese e lasciamo la politica fuori, anche perché la politicizzazione del tifo è uno dei fattori che influisce maggiormente sulla desertificazione degli stadi. Di politica si parla ovunque 24 ore su 24: sarebbe veramente rivoluzionario se riuscissimo a fare dello stadio un’oasi di divertimento puro, sano e passionale…E questo suona davvero come un paradosso, dal momento che per definizione lo stadio, comunque lo si chiami e/o intitoli, dovrebbe già essere di per sé un luogo di evasione…
L’altro fattore che pesa sullo spopolamento degli spalti è sicuramente il calcio in TV ad ogni ora del giorno sette giorni su sette e qui, come dice giustamente Vecchio P.F., deve essere molto ma molto brava la società a promuovere qualsiasi tipo di iniziativa d’impatto in grado di riportare la gente sugli spalti…anche se, ripeto, dopo 2 fallimenti in 3 anni non è per niente facile e ad ogni modo il presupposto di partenza devono essere i risultati positivi in campo.
Due fallimenti consecutivi avrebbero ammazzato qualsiasi piazza calcistica non dico locale,ma mondiale.Non c’è dubbio.Ora siamo stati “commissariati,”ma tanto vale accontentarsi.Questo è un anno comunque importantissimo per ripartire a certi livelli tenuto conto che prima o poi molte piazze imploderanno.
Grande Mingo.Prestazione volitiva,con questo carattere ci salviamo…Bravo Nanu.
Bacci come Maestrelli… avanti cosi in serie B