L’Akragas deposita i documenti per l’iscrizione al Campionato. Corsa contro il tempo per stipendi e fideiussione
Silvio Alessi, presidente dell’Akragas, ha convocato una conferenza stampa per annunciare l’iscrizione alla prossima Serie C ma anche per spiegare le problematiche ancora da risolvere entro i prossimi giorni.
“In questi ultimi giorni abbiamo espresso tramite dei comunicati lo stato di crisi in cui versava la società e le relative problematiche per l’iscrizione – ha detto Alessi – Abbiamo lanciato dei gridi d’allarme. Dopo la salvezza c’erano degli imprenditori pronti ad entrare in società, ci aspettavamo che questi contatti preliminari venissero concretizzati con la sottoscrizione delle quote sociali, così però non è stato.
Ci è stato detto di iscrivere la squadra, che poi se ne sarebbe riparlato. Questo ci ha lasciati perplessi, visto che abbiamo portato avanti l’Akragas negli ultimi mesi dello scorso campionato mettendo delle risorse, per portare a casa la salvezza. Tutto quello che si è promesso, le varie interlocuzioni, nulla è andato a buon fine. C’era qualcuno che aveva interesse all’area tecnica, poi altre due trattative con imprenditori, ma come al solito io e Giavarini siamo rimasti da soli. L’iscrizione è solo un primo adempimento – ha proseguito il presidente – Entro il 5 Luglio dobbiamo presentare la fidejussione ed entro il giorno 7 bisogna versare gli emolumenti arretrati a tutti i tesserati.
Spero di arrivarci delineando un assetto societario nuovo con un main sponsor importante.
Oggi diciamo a chi voleva compartecipare al nostro progetto che ci aspettiamo qualche risposa concreta. Mi rivolgo a tutti, dagli imprenditori all’Amministrazione comunale, ai tifosi e tutta la cittadinanza. Non ci sono più alibi, volevano la C e l’abbiamo mantenuta, volevano l’iscrizione e l’abbiamo fatta”.
Dall’amministrazione comunale mi aspetto che ci metta nelle condizioni quantomeno di avere qualcosa per l’Esseneto, sgravandoci qualche spesa. Inoltre, se possibile, di sensibilizzare qualche imprenditore a darci una mano con qualche sponsor. Finora non abbiamo avuto nessun riscontro. Oggi facciamo un ulteriore appello a questi imprenditori, e ovviamente non mi riferisco ai piccoli che arrivano a pagare gli stipendi a fine mese per il rotto della cuffia. Considerando che uno sponsor si può scaricare fiscalmente al 100%, non c’è una grossa perdita dal punto di vista economico. In questi anni abbiamo bussato alla porta dei grossi locali, non ricevendo risposta. Oggi spero siano sensibilizzati”.
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