Difficile situazione societaria per il Rimini Calcio
Ancora un rinvio per la sentenza sulla possibile restituzione del 30% delle quote sociali della Rimini Calcio al Gruppo Cocoricò, quote sottoposte a sequestro conservativo a seguito della disputa tra il presidente della società biancorossa, Fabrizio De Meis, e il gruppo italo-inglese Luukap.
All’udienza tenutasi mercoledì scorso, davanti al Tribunale di Bologna, il collegio giudicante si è trovato nell’impossibilità di decidere sul dissequestro in quanto sarebbe sparito il fascicolo d’ufficio del primo e del secondo grado.
Tutta la documentazione dell’A.C. Rimini 1912 è depositata telematicamente, mentre quella della controparte è tutta cartacea e quindi andra’ ricostruita.
Il collegio giudicante ha concesso 10 giorni di tempo per il deposito dei documenti cartacei e la ricostruzione del fascicolo.
Nel frattempo il Rimini Calcio ha chiesto la sospensione del sequestro delle quote, in attesa della decisione sul merito prevista per il prissimo 6 luglio.
Il Tribunale ha deciso di rispondere alla societa’ romagnaola, ma si pronuncera’ in merito dopo il 30 Giugno, ovvero dopo il termine ultimo per l’iscrizione al campionato di Legapro 2016-2017.
A questo punto, se il Rimini dovesse riuscire a mantenere la categoria, rischierebbe seriamente di compromettere il futuro sportivo della società biancorossa.
Intanto il presidente De Meis ha lanciato un appello sul suo profilo di Fcebook:“Chiunque ama il Rimini non può non capire che Domenica è la partita più importante dell’anno, Rimini-Arezzo conta solo quello un unico risultato un unico obiettivo. L’Altra squadra” è solo l’Arezzo. Tutti al Neri ad aiutare la squadra, arrivate prima, arrivate con i colori biancorossi, pronti a lottare fino alla fine obiettivo Salvezza diretta. Poi prima dei funerali avremo due mesi di tempo per fare tutto quello che andrà fatto per garantire un futuro alla Rimini Calcio”.
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