Carrarese: Amministrazione comunale assente. I tifosi annullano l’assemblea volta al salvataggio del club
I tifosi della Carrarese hanno deciso di annullare l’assemblea in programma per oggi, venerdì 4 giugno, visto che – si sottolinea in un comunicato – “nessuno dell’amministrazione comunale ha dato il consenso ad intervenire. Perciò d’accordo con tutti i gruppi, i tifosi hanno deciso che nei prossimi giorni chiederenno un incontro in comune per discutere le sorti della Carrarese Calcio.
I tifosi speravano nella partecipazione dell’amministrazione comunale che in questo momento rappresenta l’unico interlocutore di garanzia sul futuro della squadra.
In settimana il sindaco di Carrara, Angelo Zubbani, ha spiegato che non è da escludersi che qualcuno decida di farsi avanti autonomamente: “Le procedure possono prevedere presentazioni di offerte che non passino neanche da un contatto con l’amministrazione comunale – dice il sindaco -Non ho la pretesa di dire che tutto quello che succede, passa da noi. Ovviamente la prassi prevederebbe che comunque, prima di presentare un’offerta, chi fosse interessato, venisse anche a capire le esigenze della città, ma non è detto che questo avvenga per tutti e sempre.
Il tempo si è fatto strettissimo. Entro quindici giorni chi vuole salvare la Carrarese deve farsi avanti in modo serio”.
Ricordiamo le tre date delle aste. Si partira’ venerdì 10 giugno con la base d’asta fissata in 178mila euro, a seguire lunedì 13 giugno la base d’asta partira’ da 151mila euro ed infine martedì 14 giugno la base d’asta sara’ di 128mila euro.
Se queste tre aste dovessero andare deserte il curatore fallimentare potrebbe aprire a trattative private con una ulteriore riduzione del prezzo ma questo spalancherebbe le porte al dilettantismo a meno di tempi record, ma pare improbabile che qualcuno nell’ombra sia riuscito in qualche modo a mettere insieme una società che possa ottenere la licenza per la Lega Pro.
Nel frattempo, fra le ipotesi che circolano, c’è anche quella di una nuova Carrarese che riparta dal Campionato Dilettanti, il tutto per evitare di accollarsi i debiti sportivi che ammonterebbero a circa 350mila euro.
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