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Cambiare tutto per non cambiare nulla. Sparisce la Lega Pro, torna la Serie C

Il presidente Federale Carlo Tavecchio

Il presidente Federale Carlo Tavecchio

Siamo arrivati ormai agli sgoccioli di quest’ultima stagione di Lega Pro, ultima in tutti i sensi, visto che il prossimo torneo di terza serie tornera’ a chiamarsi Serie C.

Come ben saprete i vertici della FIGC hanno deciso di riportare il format a 60 squadre, ovvero 20 per ogni girone.

Un dietrofront veloce, visto che ad agosto dello scorso anno, il numero uno della Figc aveva definito come una “importante opera di sfoltimento” la riduzione dei tre gironi di Lega Pro, il cui numero di partecipanti era stato portato da 20 a 18, per un totale di 54 squadre al posto di 60.

Dopo una sola stagione dunque, lo ‘sfoltimento’ è stato bocciato, una decisione arrivata dopo l’avvento di Gravina alla presidenza della Lega Pro e che dovra’ fare i conti con i pochi soldi che girano nelle categorie minori.

Quando parliamo dei pochi soldi che circolano nelle serie minori, non possiamo fare a meno di parlare della questione ripescaggi e delle relative e ingenti somme da versare, a fondo perduto, per avere il diritto di essere ammessi.

Visto che in questa stagione le squadre erano 54, dovranno essere rintrodotti i ripescaggi, bloccati nell’ultima stagione dalla Federcalcio.

Serviranno 6 club per completare gli organici, con 4 squadre che verranno ripescate tra le retrocesse dalla attuale Lega Pro e due che verranno individuate tra i dilettanti.

Gravina, presidente della Lega Pro

Gravina, presidente della Lega Pro

Gravina, a differenza di Tavecchio, vorrebbe evitare l’esborso a fondo perduto per essere riammessi o ripescati (si parla con insistenza di 500mila euro) ma a quanto pare il presidente della FIGC non la pensa allo stesso modo…

Di certo questa estate se ne sentiranno e vedranno di tutti i colori, la questione e’ decisamente molto delicata.

Prima si vuole fare “pulizia”, poi i vertici del calcio italiano fanno proclami del tipo: “per fare calcio ci vogliono i soldi, chi non gli ha deve starsene fuori”, poi si riduce il numero delle squadre, poi, di nuovo si torna al passato….

Insomma, le solite cose all’italiana, con regolamenti che cambiano di continuo e che non hanno risolto le vere problematiche delle categorie minori.

Come si puo pensare che una societa’ che proviene dalla Serie D sia nelle condizioni di gettare dalla finestra 500mila euro a fondo perduto per essere ripescata in Serie C? E allora perche’ tornare al format a 60 squadre? Ma non si parlava di ridurle ulteriormente? Incredibile !

Gravina ha ragione, un dissenso ai nostri occhi più che giustificato, visto che in un periodo decisamente difficile per tantissimi club (e ci riferiamo anche alla serie A), una cifra del genere potrebbe costituire, più che una forma di garanzia e selezione, una spinta ulteriore verso futuri fallimenti, fermo restando che le “aspiranti professioniste”, arrivate a quel punto, potrebbero tranquillamente decidere di rimanere in Serie D e programmare una promozione sul campo che, in un bilancio complessivo, costerebbe decisamente meno!

La Lega Pro scompare, tornera' a chiamarsi Serie C

La Lega Pro scompare, tornera’ a chiamarsi Serie C

Forse Tavecchio crede che i pochi soldi che arriveranno dal merchandising o dal canale tematico via web possano ripianare in gran parte i costi gestionali di un club di serie C? Stiamo parlando solo di spiccioli!

Cambiare sempre le regole non fa bene al calcio, alla passione, ma questo, evidentemente, non conta piu’.

La macchina mangia soldi delle scommesse deve continuare a macinare, le societa’ devono affrontare costi sempre maggiori, regole da rispettare, avvalersi dei propri steward.

I tifosi devono essere schedati, gli stadi illuminati come se si fosse al mare d’Agosto e sorvegliati dalle telecamere in ogni angolo. Niente trasferte, biglietti nominali e chi piu’ ne ha, ne metta.

Non e’ la strada giusta. Questo e’ un calcio malato, che pensa a tutto meno che allo sport, alla passione dei tifosi o di chi, ormai, ha perso ogni speranza e che forse, purtroppo, ne e’ ben consapevole……

Andiamo avanti, perche’ lo “spettacolo deve continuare, anche se una squadra del nostro girone e’ gia’ fallita a meta’ campionato. Altre, forse, lo faranno in seguito….

Strano, perche’ stiamo parlando di societa’, di aziende. Da quel poco che sappiamo, almeno dalle nostre parti, quando un’azienda fallisce chiude i battenti, o no?

A che serve parlare di nuove regole quando sono anni che i campionati sono falsati perche le societa’ non riescono a far fronte ai costi di gestione? Intanto si continua a non far niente di rilevante per “aiutare” economicamente le societa’ delle serie minori.

E’ evidente che si vive alla giornata, poco importa se una squadra fallita e con i libri contabili in tribunale prosegue a giocare il campionato, o che si discutano le questioni relative ad eventuali punti di penalizzazione da restituire ben oltre la fine dei giochi. Questo e’ menefreghismo, un’ingiustizia. Intanto chi comanda si riempe la bocca di Fair Play, adessso anche quando si parla di finanzia…. ma fateci il piacere, non siete piu’ credibili !

Ci pare tutto assurdo. Se queste cose accadessero altrove, magari in un paese del terzo Mondo, avremmo sicuramente sorriso. Ecco, questo e’ quello che capita in Italia. Auguri!

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Pubblicato da il Mag 5 2016. Inserito nella categoria Tuttolucchese. Puoi seguire le relative risposte tramite RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo

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