Buffon dice “addio” alla Carrarese, che rischia l’iscrizione alla Lega Pro
Acque agitate a Carrara dove Gigi Buffon avrebbe deciso di lasciare la squadra di calcio cittadina.
Il portiere della Juventus, che controlla il club con la finanziaria di famiglia, non sembra essere più intenzionato a investire altro denaro nella squadra.
Soltanto nel 2014 sono state iniettate risorse per oltre 1,2 milioni tra ripianamento delle perdite, parziale rimborso del debito e apporto dei soci.
La Carrarese ha chiuso l’ultimo bilancio in rosso per 876mila euro nonostante il ricavato delle aste di marmo.
“Sono deluso, il 30 giugno sarà il mio ultimo giorno da patron – ha dichiarato Buffon – Ho voluto attendere il termine della stagione per fare il bilancio di questa esperienza. Adesso ho deciso: Lascio la Carrarese.
In questo momento non credo ci siano le condizioni – prosegue Buffon – affinché la città si possa permettere una squadra di calcio in un campionato importante come la Lega Pro. Per due volte in cinque anni ho scelto di essere parte di due cordate imprenditoriali desiderose di risollevare le sorti della Carrarese. Il primo gruppo si è sciolto dopo due anni, lasciandomi solo. Il secondo, nonostante le promesse, non si è neanche mai concretizzato. E in entrambe le occasioni – prosegue Buffon – mi sono ritrovato solo e con la responsabilità di decidere se far fallire la società o garantirle un futuro, attraverso l’impegno delle società della mia famiglia. Ho sempre scelto la via dell’investimento, pur consapevole che si sarebbe trattato di una scelta d’affetto e non di business. Forse dovremmo tutti prenderci un periodo di riflessione, città, imprenditori e tifosi, per capire se realmente interessa una squadra che rappresenti la nostra realtà nel campionato di Lega Pro”.
Parole che, in base a quanto si apprende, non significano che la società della famiglia Buffon venderà la Carrarese, ma che non intende investire ulteriore denaro nella società a meno di non essere affiancata e supportata anche da altri azionisti. Se questo non dovesse succedere, esiste il rischio concreto che il club, pur continuando a esistere, non possa iscriversi a un campionato di tipo professionistico, come è per l’appunto la Lega Pro, o che comunque non possa investirvi le risorse necessarie.
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