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Ancora guai per il Teramo. La societa’ rischia seriamente la retrocessione in Serie D

Il patron del Teramo Luciano Campitelli

Il patron del Teramo Luciano Campitelli

La Procura di Catanzaro è sicura: “La gara decisiva contro il Savona è stata comprata con 30 mila euro”. Sarebbero queste le accuse formulate contro il Teramo da parte degli inquirenti.
Inquirenti che sarebbero in possesso di intercettazioni telefoniche che inchioderebbero i ds Di Giuseppe e Di Nicola, con il presidente Luciano Campitelli che nel frattempo e’ stato accusato di frode sportiva dalla Procura calabrese.

Insieme al patron Compitelli sono stati accusati di frode sportiva anche il ds del Teramo Marcello Di Giuseppe e il ds dell’Aquila Ercole Di Nicola, quest’ultimo finito agli arresti domiciliari perché considerato una delle figure chiave dell’inchiesta sulle combine in Lega Pro e Serie D condotta dal pm Elio Romano.

Un’eventuale conferma delle accuse in tutti i gradi di giudizio, potrebbe vedere la societa’ teramana sparire dal calcio professionistico.

Una situazione che ha un precedente simile.
Nella stagione 2004-05 il Genoa del presidente Preziosi, che aveva conquistato sul campo la promozione in serie A, fu retrocessa in serie C (quindi una categoria inferiore a quella nella quale aveva giocato nella stagione precedente), per la condanna relativa al provato “aggiustamento” del match contro il Venezia, che, di fatto, regalò al club più antico d’Italia, il passaggio nella massima serie.

A conferma che il Teramo rischierebbe seriamente la retrocessione in serie D lo racconta anche l’avvocato Tommaso Marchese, professionista pescarese ed esperto di diritto dello sport, che di recente ha risposto ad alcune domande inerenti la societa’ abruzzese: “L’articolo 18 del codice di giustizia sportiva prevede diverse sanzioni – dice Marchese –  Anche quella della semplice penalizzazione, pur rimanendo nella categoria conquistata. In questo caso però la giurisprudenza dice altro. La gara del 2 maggio era rilevante. Se il Teramo avesse pareggiato, l’Ascoli avrebbe avuto ancora delle chances. In questi casi non si sceglie la penalizzazione e c’è un precedente, quello del Genoa. Il presidente Preziosi fu squalificato per cinque anni perché fu accertata la combine con il Venezia. Gli inquirenti avevano in mano delle intercettazioni e la società fu retrocessa all’ultimo posto nel campionato di competenza”.

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Pubblicato da il Lug 5 2015. Inserito nella categoria Le Altre. Puoi seguire le relative risposte tramite RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo

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