Alice Pignagnoli, portiere della Lucchese Femminile, esclusa perché incinta: “Trattata come roba vecchia”

Lucchese alla ribalta nazionale per una notizia che, se confermata, lascerebbe un onta indelibile sull’attuale dirigenza rossonera.
Esclusa dalla squadra con la sola colpa di essere rimasta incinta – riportano il Corriere della Sera, la Gazzetta dello Sport, la Repubblica, ecc. ecc. ecc – È la storia capitata a Alice Pignagnoli, portiere della Lucchese, squadra militante nel campionato di serie C femminile
Alice a ottobre ha scoperto di essere in attesa del secondo figlio, ma un momento di festa e di gioia si e’ tramutato in altro….
Da quanto dichiarato dalla Pignanoli, la Lucchese, fin da subito, le ha fatto pesare la scelta, ostacolando la normale sua quotidiana vita calcistica e non:
“Un sabato di ottobre ho scoperto di essere incinta, racconta Alice a Repubblica.
La domenica successiva per rispetto ho giocato la partita, ma il martedì, alla ripresa degli allenamenti ho comunicato la notizia al mister.
La squadra e l’allenatore, pur dispiaciuti perché non potevo più giocare, sono stati carinissimi con me, ma non posso dire altrettanto dell’amministratore delegato.
Una volta appresa la notizia ha contattato il mio procuratore, dicendo che ero venuta meno agli impegni presi in agosto.
La segretaria mi ha comunicato che mi avrebbe svincolato, anche se non era possibile per contratto.
Da lì mi è stato chiesto di riportare il materiale, mi hanno buttato fuori dal gruppo squadra e mi hanno chiesto di liberare il posto letto. Insomma, mi hanno trattato come una cosa vecchia. Anche economicamente gli stipendi che mi dovevano fino al momento dell’infortunio non erano stati saldati”.
Soltanto nei giorni scorsi, visto l’eco mediatico, la Lucchese ha provveduto a pagare le mensilità arretrate. La società rossonera, senza una nota ufficiale, tiene a precisare che Alice è considerata a tutti gli effetti una calciatrice della rosa e che è al lavoro con gli organi federali per capire che strategia adottare: “Mi basterebbero delle semplici scuse e l’ammissione di aver sbagliato – dice Alice -. Vorrei che il mio esempio aiutasse tante altre ragazze trattate come animali, con pochissimi diritti. Ecco se la Lucchese dicesse abbiamo sbagliato non fatelo anche voi sarei contenta”.
Il malessere e la delusione di Alice sono stati ancora più amplificati dal fatto che, in occasione della prima gravidanza, le cose andarono in maniera totalmente diversa: “Nel 2019 a Cesena quando sono rimasta incinta per la prima volta andò tutto benissimo. Ho trovato una società che mi ha sempre rimborsato tutto, ma soprattutto ho continuato a farmi vivere con le mie compagne.
Andavo agli allenamenti, facevo le trasferte, le cene, insomma ero parte di un gruppo. Mi hanno rinnovato il contratto al settimo mese di gravidanza e pochi giorni dopo il parto ero in campo”.
La storia di Alice riporta in auge l’annoso problema della maternità considerato ancora in tanti settori un tabù: “E’ un qualcosa che deve essere risolto in tutti i lavori, ma è chiaro che nello sport tutto è amplificato perché dall’oggi al domani non puoi più praticare la tua professione. In altri paesi le donne sono tutelate, qui invece sembra un ostacolo non risolvibile. Tante altre sono state nella mia situazione con gli stessi problemi”.
Senza dimenticare che il tanto sbandierato passaggio del calcio femminile al professionismo ha agevolato, per ora, soltanto le squadre di serie A e non le categorie inferiori: “E’ stato un bel traguardo, dice Alice, ma riguarda soltanto pochissime atlete, la parte apicale del sistema dove ci sono magari straniere e calciatrici con stipendi altissimi. Nelle serie inferiori si assiste a ragazze sotto pagate, a gente che gioca-lavora per 400 euro al mese e magari vive a centro chilometri di distanza, senza una casa propria ma magari in una stanza con quindici persone”.
La passione però resta intatta e a fine gravidanza Alice è pronta a tornare in campo: “Adesso a giugno partorirò e mi rimetto in gioco. Spero ci sia una società che mi offra una possibilità ma chi mi cercherà troverà una mamma con due bimbi”.
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Nelle controversie, se si vuol fare della cronaca vera, andrebbero sentite le ragioni di entrambe le parti, in questo caso mi pare che si sia badato, da parte degli organi d informazione, a costruire il caso, ed un caso è stato costruito. Andrebbe riportato anche il comunicato della Società.
Ed è
Dobbiamo sempre trovare la maniera per fare figure di m…. È vero che non essendo una professionista purtroppo i diritti sono quelli che sono , è vero anche , almeno come sembra che gli stipendi poi siano stati pagati e magari ci saranno stati comportamenti che hanno portato ad una frattura tra le parti . Però doveva essere messo in preventivo che poteva venire fuori un vespaio e che : giornali e tg nazionali potevano cavalcare la notizia e far fare una bruttissima figura alla Lucchese . Poi secondo me , la società doveva uscire con un comunicato su organi di stampa importanti ( è stato fatto su Lucchese femminile Facebook, ma lo guardano 4 gatti ) dove si poteva fare chiarezza sulla faccenda . Resta il fatto che la caduta di stile rimane edè gigantesca .
Complimenti a tutti voi….avete sbattuto Lucca in prima pagina
fate schifo, vergogna!