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Paluzzi: “Errori che si sommano a errori. Lucca ha bisogno di crescere”

In queste ore cruciali per il futuro della Lucchese, mentre l’Italia sta commentando con milioni di post e di tweet l’affare Ronaldo, mi viene in mente un parallelo che apparirà certo azzardato e per alcuni forzato.
A mio avviso uno dei fattori che hanno determinato la scelta di Cristiano Ronaldo e lo sforzo economico della Juventus è proprio il fatto che la società bianconera è una delle pochissime in Italia a disporre di uno stadio di proprietà.
Guardando appunto le vicissitudini rossonere, tantissime volte in questi anni mi sono fermato a pensare a cosa sarebbe accaduto se, a suo tempo, anche la Lucchese avesse potuto fare un passo di quel tipo, o, comunque, in quella direzione.
Mi riferisco al 2005, quando facevo parte del consiglio di amministrazione della società rossonera insieme a Grassi e Benedetti.
Il progetto della realizzazione del nuovo stadio a S.Donato fu bloccato a livello politico, dal consiglio comunale, che purtroppo diede retta alle spinte conservatrici di lobbies e interessi convergenti essenzialmente nel centro storico e nella paura che ci fosse troppo sviluppo all’esterno di esso.
Un errore che si somma a tanti altri che hanno di fatto impedito a Lucca di crescere in termini infrastrutturali e di servizi, ma che ha bloccato sul nascere un ambizioso piano di completa autonomia della squadra di calcio, con grande vantaggio per tutto il sistema economico lucchese. .
Ancora oggi mi chiedo perché non si sia capita l’importanza della grande occasione che ci era stata offerta. Oltretutto, e questo Macalli, allora presidente della Lega di serie C, ce lo aveva confermato personalmente quando abbiamo organizzato il quadrangolare della C1\C2, sarebbe stato praticamente a costo zero per la città, visto che sarebbe stato finanziato al 98% e il restante lo avrebbe messo il mai troppo rimpianto Aldo Grassi .
Immagino già la critica di chi avrà avuto la compiacenza di leggere queste righe : si, va bene, ma ormai è acqua passata.
Su questo, purtroppo, devo anch’io concordare. E’ acqua passata, ma gli errori strategici di questa natura si riverberano sul futuro e mi auguro che Lucca abbia la maturità per comprenderlo e evitare di farne ancora.
Oggi la situazione è drammatica e, purtroppo, con poche speranze. Preferisco evitare di commentare l’operato di Arnaldo Moriconi. Non ci siamo lasciati bene dopo che con grande piacere ho condotto per tre anni trasmissioni sulla Lucchese e di altra natura giornalistica sul suo DiTv Canale 89.
Ci avevo investito tutto me stesso per amore della squadra rossonera, mi ero affezionato a lui ma il suo comportamento mi ha deluso e questo lo proietto sulla situazione attuale della Lucchese. Mi viene da pensare che questo derivasse dalla necessità di mettere a tacere opinioni libere, come la mia. Probabilmente mi sbaglio. A Moriconi mi ero affezionato come persona e lo apprezzavo come editore.
I risultati in termini di ascolto, per i riscontri che potevamo avere, erano molto buoni e quindi ancora mi chiedo perché sia accaduto.
Se si è comportato amministrando la Lucchese come si è comportato con me e il grande Simone Andreuccetti, regista di classe e appassionato della Lucchese, allora mi spiego molte cose.
In ogni caso sono ore di trepida attesa per il futuro rossonero. Un’ angoscia purtroppo già vissuta che speriamo abbia un esito diverso…Forza Lucchese, Forza Pantera e grazie al sito che ospita questo mio intervento e al suo grande patron.

Massimiliano Paluzzi

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Pubblicato da il Lug 11 2018. Inserito nella categoria Tuttolucchese. Puoi seguire le relative risposte tramite RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo

1 Commento per “Paluzzi: “Errori che si sommano a errori. Lucca ha bisogno di crescere””

  1. diego checchi

    Le condizioni per salvare la Lucchese secondo Fabio Bettucci, ex amministratore delegato della Lucchese ai tempi di Andrea Bacci, ci sarebbero tutte, dopo che nei giorni scorsi aveva escluso qualunque coinvolgimento. Ma c’è un però che Arnaldo Moriconi o chi per esso ricapitalizzi entro domani e poi dopo si aprirebbe un altra fase: “È vero – ha sottolineato Bettucci – ci potrebbero essere degli imprenditori seri disposti a rilevare la Lucchese, specialmente un’azienda vedrebbe di buon occhio questa possibilità. Io sarei disposto anche a fare da trait d’union, perché a Lucca c’ho lasciato il cuore e credetemi, non farei questo per altri scopi.”

    Ma i tempi stringono… “Ripeto, sarà fondamentale la ricapitalizzazione di domani e poi anche un altro fatto e cioè che Arnaldo Moriconi rientri in possesso delle quote cedute a Grassini con tutti gli annessi e connessi del caso (ndr risoluzione dei contratti appena stipulati con Lucchesi, Menichini e D’Urso). Da qui in poi non ci sarebbero problemi a mettersi seduti ad un tavolo per studiare la soluzione migliore per portare a conclusione la trattativa.” E si ritorna li. Le uniche persone che hanno in mano il destino della Lucchese si chiamano Lorenzo Grassini e Arnaldo Moriconi. La speranza è che si trovi un accordo per uscire da questo empasse, altrimenti il futuro della Lucchese potrebbe essere già chiuso. Vedremo se Moriconi riuscirà a trovare un accordo con Grassini per far sì che le quote ritornino in suo possesso per poi cederle ai nuovi imprenditori interessati, non tralasciando però mai un fattore e cioè che poi ci sarebbe da costruire una rosa e da cominciare ad allenarsi, ma l’iscrizione è fondamentale altrimenti di tutto il resto è inutile parlare.

    Più facile sperare nel miracolo di San Gennaro. Noi tifosi siamo come naufraghi che si attaccano alla più vicina tavola di legno come se fosse un transatlantico, per cui ogni notizia del genere mette un poco di olio nel lume.
    Razionalista mi ripeto, il fallimento è pilotato da tempo, almeno dai primi di giugno. Gli attori principali hanno tirato fuori le sole spese dei notai ( conoscendoli si fanno pagare al momento del rogito) il resto dei pochi soldi usciti sono stati anticipati dai famosi tifosi facoltosia. A questo punto moriconi credo si sia tirato fuori dalle beghe maggiori ( visto che nel secondo rogito Grassini assunse a suo carico tutti i debiti, pure quelli non quantificati al momento). Se moriconi ri-capitaluzza, rientra in possesso del 98% Delle quote, praticamente dei 2.000.000 di euro di debiti. Ragionate, chi glielo fa fare?

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