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Nazionale fuori dai Mondiali. Questo è il conto da pagare per il modo di far calcio in Italia

Tavecchio

La Nazionale italiana e’ fuori dai Mondiali. A distanza di 60 anni dall’ultima esclusione (Svezia 1958) l’Italia non disputera’ il Campionato Mondiale che si giochera’ in Russia il prossimo anno.

Una brutta batosta per gli amanti del calcio e per tutti i vertici della FIGC.

Figc, che, pero’, al momento, si preoccupa solamente di trovare un sostituto a mister Ventura, che, a nostro modesto avviso, e’ solo una vittima annunciata di un “sistema” che andrebbe rifondato in toto, a partire dai vertici della federazione e ripensando seriamente al modo di fare calcio nel nostro paese. C’e’ bisogno di ripartire dalle serie minori, dai vivai tanto sbandierati ma che non vengono piu’ tenuti in considerazione seriamente.

Troppo facile scaricare tutte le responsabilita’ su Ventura

Certo, esistono eccezioni, ma la maggior parte dei settori giovanili dei club italiani sono stati seriamente compromessi da una globalizzazione che non fa sconti anche nel calcio.

Ormai sulla piazza ci sono giocatori giovanissimi che arrivano da ogni parte del Mondo. Ragazzi che hanno fame, in tutti sensi, e gia’ in possesso delle basi fondamentali per misurarsi con i pari eta’ italiani.

Ma non e’ finita. In questi ultimi anni, complice anche la riforma dei campionati, sono tanti, tantissimi i giocatori a spasso o in cerca di sistemazione, con il risultato che un atleta a 25-26 anni e’ gia’ tagliato fuori o si deve accontentare di cio’ che trova, magari con l’aiuto di qualche procuratore ben inserito….
La maggior parte di loro sono giocatori italiani e che, dunque, salvo rare eccezioni, difficilmente troveranno il modo di mettersi in mostra nel calcio di massima serie, quello che poi, dopo attente selezioni, dovrebbe portare gli stessi a vestire la maglia della Nazionale.

Il conto di quanto affermiamo, se cosi’ vogliamo definirlo, ce lo hanno portato ieri sera, in una notte umida di Novembre, e con tutto il Mondo che ci guardava sorridendo mentre noi stavamo piangendo.

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Pubblicato da il Nov 14 2017. Inserito nella categoria Tuttolucchese. Puoi seguire le relative risposte tramite RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo

6 Commenti per “Nazionale fuori dai Mondiali. Questo è il conto da pagare per il modo di far calcio in Italia”

  1. ventura aveva due possibilita o continuare sul lavoro di conte o rivoluzionare tutto mandando a casa gran parte dei senatori che quasi sempre come dimostra il Bayern Monaco sono quelli che peggio si adeguano ai cambiamenti .purtroppo lui e’ rimasto sempre a metà del guado fra poporre il suo calcio e accontentare chi comandava fino a farsi imporre le ultime due formazioni .poi come ho detto domenica la fortuna aiuta sempre chi la merita e chi lavora bene la Svezia ha fatto le partite che doveva fare con i mezzi che aveva ha disposizione e ha meritamente passato il turno .il fatto che il il primo tempo ha passato due volte centrocampo trovando due rigori non concessi la dice lunga sulla nostra solidità ormai andata perche’ il tempo passa per tutti anche se tutti fatichiamo sempre di più ad ammetterlo tanto più un paese per vecchi come il nostro

    • Ventura mi è parso un Ct “politico” che,come dici giustamente tu,non ha avuto il coraggio,dopo le (incredibili) dimissioni di Conte,di ripartire da zero.Credo che all’interno di quel gruppo ci fossero delle gerarchie interne molto forti,in particolare quella di Buffon(l’uomo delle lacrime) che insieme agli altri “vecchi” ha di fatto diretto la squadra in questi ultimi cinque anni.Mi ha colpito il fatto che dopo la partita la vecchia guardia si sia immediatamente chiamata fuori,mentre Bernardeschi,pur ringraziandoli, era come se tirasse un sospiro di sollievo.Prandelli(signore) se ne ando’ per molto meno,mentre Ventura,al quale Tavecchio aveva incredibilmente rinnovato il contratto fino al 2020,per andarsene chiederà con tutta probabilità un maxi indennizzo.Rischa di diventare una partita grottesca.

  2. Avete ragione tutti e potremmo pure dire che abbiamo perso con una Svezia che ha tirato una sola volta in porta, segnando su autorete, mentre noi abbiamo, non tantissimo, ma abbastanza sbagliato per poco lamiera o preso pali. La fortuna in certe partite super equilibrate gioca ruoli importanti. Purtroppo la sera prima della partita di andata, quando su Rai sport facevano vedere il sopralluogo degli azzurri allo stadio, ebbi una sgradevole sensazione che non saremmo passati nel sentire la notizia che quell’ impianto aveva la possibilità di chiusura completa. Pensai che nel ns calcio ricco ( forse finto ricco) e borioso, certi impianti non esistono e che la misura del gap organizzativo di un sistema calcio e paese poteva essere misurata da quella cosa come da altri ritardi impianto rustici rispetto a paesi anche meno calciofili del nostro. possiamo nascondere la polvere sotto il tappeto ma a volte esce fuori.

  3. Questi problemi – settori giovanili e giocatori a spasso – sono ovunque, con la differenza che altrove i giocatori a spasso è più facile che vadano a cercar gloria all’estero di quanto siano abituati a fare i nostri prodi eroi pallonari.
    Non chiamerei però in causa i massimi sistemi per una eliminazione che con un Allenatore in panchina non ci sarebbe mai stata: non più tardi di 16 mesi addietro Conte ha mandato a casa Svezia e Spagna e perso ai rigori con la Germania.
    Quindi servono sì dei miglioramenti – in primis campionati più ristretti – ma senza buttare il bambino con l’acqua sporca. Ecco, casomai, si spera che tale ridimensionamento prosciughi un pò di tale acqua che circonda il calcio nostrano per non dover più assistere a scene immonde come quella vista a Marzabotto, assai più gravi e tristi di una partita conclusasi senza reti

  4. Hai ragione che differenza c è uscire con la Svezia la Slovacchia o la Nuova Zelanda ? e’ dieci anni che il calcio italiano non tira fuori niente il buon europeo aveva illuso forse tutti ma quella era un Italia forse ancora più mediocre di questa che aveva saputo andare oltre i suoi limiti ma non sempre si può sperare in un miracolo.

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