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Favarin una furia: “Due volte in vantaggio, due volte raggiunti per la superficialità di alcuni giocatori”

foto Alcide Lucca

E’ un Favarin decisamente arrabbiato quello che si e’ presentato nella sala stampa del Carlo Speroni di Busto Arsizio al termine della sifa tra Pro Patria e Lucchese.

“Avevamo la partita in mano – ha esordito il mister – ma non siamo riuscita a potare a casa un risultato che sembrava scontato. Adesso basta, fino ad oggi ho difeso la squadra, ma oggi c’e’ poco da difendere.

Solo colpa nostra se non abbiamo portato a casa i tre punti – ha proseguito il mister – Se non ci diamo una smossa non andiamo da nessuna parte, retrocediamo.

Ho visto superficialita’ e questo a me non piace. Adesso basta, e’ ora di cambiare registro.

Una partita che dovevamo vincere e a momenti la perdiamo. Due volte in vantaggio la squadra deve far scoppiare il pallone. Basta carota ora bastone.. Con questo atteggiamento non ci salviamo.

Mi ero raccomandato – ha concluso il mister – dovevamo avere l’atteggiamento dei nostri avversari, dovevano giocare con il coltello tra i denti, invece…..

Adesso dobbiamo pensare ad affrontare l’Olbia e se non staremo attenti lasceremo sul campo l’intera posta. In settimana cambiamo registro. Se servira’ andremo in ritiro”.

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Pubblicato da il Nov 25 2018. Inserito nella categoria Tuttolucchese, Focus Rossonero. Puoi seguire le relative risposte tramite RSS 2.0. Puoi lasciare un commento a questo articolo

3 Commenti per “Favarin una furia: “Due volte in vantaggio, due volte raggiunti per la superficialità di alcuni giocatori””

  1. L’incazzatura di ieri (al di là di aspetti piu’ interni alo spogliatoio che non conosciamo) credo sia stata determinata dalla consapevolezza di avere fatto le cose giuste per almeno 75 minuti.Gioco corale,di squadra con un Provenzano credo alla migliore prestazione dell’anno e un 3 5 2 costruito per l’occasione.Spiace anche perché prima del secondo gol loro (frutto del solito casino in area)Zanini aveva dato una palla deliziosa a Sorrentino per chiudere la partita.Poi ci sono stati i cambi (al 68 esimo mi pare) e di li’ a due minuti ,con un Lombardo che si doveva ancora posizionare,è arrivato il patatrac.Con il cambio della Pro Patria che l’ha messa dentro.Ecco,credo che la partita abbia girato li’.

  2. Attaccare la squadra non è mai una buona cosa, tanto più se – classifica reale alla mano – i punti sono da zona playoff.
    Anche domenica scorsa il mister aveva lasciato allibiti con la dichiarazione sulla mancata restituzione della palla.
    È una stagione che richiede nervi saldi, se cominciamo a farci prendere dal nervosismo quando mancano 20 partite…speriamo che tale nervosismo sia dovuto al fatto che per la seconda volta non si riesce a sfruttare il vantaggio di incontrare una squadra che ha disputato il turno infrasettimanale.

  3. Favarin ha il polso della situazione e il termometro dello spogliatoio,questo cambiamento di rotta mi pare più dettato dalla voglia di dare una scossa psicologica all’ ambiente che una constatazione di qualcosa di nuovo che sia venuto maturando. Purtroppo in un campionato i momenti contano, a volte va tutto bene e a volte non gira. Ciò che è importante per il team tecnico è ragionare e capire, guardare solo ai risultati può essere fuorviante se devi valutare ciò che hai in mano e ciò che puoi fare. Ci sono elementi che sono apparsi fin da subito nella composizione della rosa e del nostro gioco e forse qualche ottimo risultato ha dato la sensazione che i problemi fossero risolti.
    La fase difensiva è sempre stata carente. Laddove la squadra si fa propositiva ( caratteristica della lucchese il giocare) si soffrono le ripartenze avversarie, in queste ultime partite sono venute fuori amnesie sui colpi di testa in area degli avversari. Fragilità che a mio avviso sono dovute più alla qualità dei giocatori che degli schemi. Favarin si lamenta che ieri non abbiamo mangiato il pallone, scopre adesso un altro aspetto, noi giochiamo, il centrocampo e le punte fanno gioco, pressano anche alto ma seppure il livello dei giocatori sua buono, a mio avviso non è eccelso o perlomeno nessuno si eleva dal contesto. È anche un pregio perché vuol dire giocare di squadra, ma manca in genere il guizzo, la giocata che risolve in un contesto equilibrato. Vuol dire pure non avere veri incontristi, cagnacci che fanno legna quando serve spezzare il gioco avversario, manca anche e lo dico dall’ inizio, il giocatore di personalità, l’ allenatore in campo, quello che ti mette in trincea o suona la carica. Tutto ciò non vuol dire che la squadra non giochi o non abbia un suo valore, i punti fatti la dimostrano, questa è una squadra che può reggere il campo in ogni partita, con ogni squadra. Il rischio è che regga bene il campo ma che esca sempre con pochi punti e questo, con l’ handicap che abbiamo, non c’è lo possiamo permettere. Spero che il richiamo forte di Favarin serva sul piano psicologico ma un cavallo da passeggio non vince certo una corsa al galoppo, come un cavallo da galoppo non regge certo due ore di corsa nei campi.

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